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official weather station of Isola del Liri, Italy

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Stazione meteo Oregon Scientific WMRS200

dati live - località Selva 4 strade

Isola del Liri

Informazioni e dati provenienti dalla stazione meteo Oregon wmr200 sita in giardino in zona Borgonuovo

Isola del Liri selva

Informazioni e dati provenienti dalla stazione meteo Oregon wmrs200 situata a 300mt in zona Selva 4 strade

Sora

Informazioni e dati provenienti dalla stazione meteo Davis sita nel centro storico

Formia

Informazioni e dati provenienti dalla stazione meteo Davis sita nel centro di Formia

Isola del Liri (FR)

Raspicam PANORAMA by Meteoliri.it
vista Viale S. Domenico e monti Ernici

Isola del Liri (FR)

Raspicam PANORAMA by Meteoliri.it
direzione Sora (FR) e vista del Monte Brecciosa

Isola del Liri (FR)

Raspicam PANORAMA by Meteoliri.it
direzione Valcomino e vista delle Mainarde sullo sfondo

Isola del Liri (FR)

Raspicam PANORAMA by Meteoliri.it
direzione SW e vista del Colle S. Sebastiano

Isola del Liri (FR) zona Selva

Raspicam PANORAMA by Meteoliri.it
Vista dei Colli M.S.G.Campano e Boville Ernica

Sora (FR)

Raspicam PANORAMA by Meteoliri.it
direzione SE e vista dei colli di Arpino

Sora (FR)

Raspicam PANORAMA by Meteoliri.it
vista Viale S. Domenico e monti Ernici

Arpino (FR)

Raspicam PANORAMA by Meteoliri.it
direzione Nord e vista della piana di Sora (FR)

Boville Ernica (FR)

Raspicam PANORAMA by Meteoliri.it
direzione Ovest e vista della Valle del Sacco

Pico (FR)

Raspicam by PANORAMAPanoramica
a cura di: meteopicoonline.altervista.org


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Formia (LT)

Canon A510 by Meteoliri.it
direzione Est e vista del Golfo di Gaeta


La stazione meteo


Informazioni e dati provenienti dalla stazione meteo Oregon wmrs200 situata a 300mt in zona Selva 4 strade

Previsioni del tempo

a cura del col. Mario Giuliacci


Videomessaggio



per il sito meteoliri.it


a cura del Col. Mario Giuliacci

L'origine vera dell' Isola del Liri è volsca, strettamente legata ai due municipi romani vicini di Arpinum e Sora che si spartivano l'attuale territorio comunale della città. Le conquiste degli antichi romani, arrivati persino nel Sannio (regione compresa tra le attuali province di Caserta, Campobasso, Isernia e Benevento), hanno stabilizzato la loro presenza per tantissimo tempo nelle terre dell'attuale Provincia di Frosinone. La città nel medioevo cadde, alternativamente, sotto il dominio bizantino e longobardo, finché divenne parte della contea di Sora nel Principato di Capua. Il primo nome registrato della città fu "Insula Filiorum Petri", divenendo poi nell'uso comune Isola di Sora, perche strettamente legata insieme a Castelliri, allora Castelluccio, a Sora di cui seguì le sorti fino all'età napoleonica. Nel 1869 con un Regio Decreto le fu conferito l'attuale nome di "Isola del Liri". Durante l'ancien régime la città conobbe un'economia florida e un migliore assetto urbanistico, in particolare grazie al contributo di una famiglia originaria di Bologna, i Boncompagni (il cui esponente più noto fu Papa Gregorio XIII, che acquistò il Ducato di Sora), che si era stabilizzata ad Insula per via delle dinamiche socio-politiche ed economiche intessute dallo Stato Pontificio. Nell'ultimo periodo del triennio giacobino, e in particolare nel maggio 1799, ad Isola ebbe luogo l'eccidio nella chiesa di San Lorenzo Martire: oltre cinquecento persone che si erano riparate nel luogo di culto furono, infatti, trucidate dall'esercito rivoluzionario. Nel corso dell'800, e a seguito del riassetto amministrativo realizzato nell'Italia meridionale con Murat, la città fu annessa alle sorti politico-amministrative della provincia Terra di Lavoro e, all'interno di essa, del Circondario di Sora. Dal dicembre 1926, Isola del Liri entra nella neonata Provincia di Frosinone, istituita, come altre nuove amministrazioni intermedie, nell'ambito della politica ruralista avviata sotto il fascismo da Benito Mussolini, ridando una fisionomia al territorio che era comune ai tempi dei Volsci e dell'Impero Romano, a cui era stato sottrato dalle invasioni barbariche.

La Cascata Grande, formata dal braccio di sinistra del fiume, è alta circa 27 metri è una delle poche cascate sul pianeta a trovarsi nel centro storico di un comune. E presente anche un'altra cascata, detta "Valcatoio" formata dal braccio di destra del fiume, meno spettacolare della prima anche per la presenza di una diga che alimenta un impianto di produzione elettrica. A differenza della prima, il suo salto non è perfettamente verticale, ma segue un piano inclinato di circa 160 metri lungo un dislivello di circa 27 metri.

La cittadina è circondata da colline verdi ricche di querceti e pioppi ed attraversata dal fiume Liri, il clima risente della sua posizione geografica interna di tipo continentale. Inverni con frequenti gelate e temperature medie intorno allo 0 nelle minime e sui 10° per le massime sono però rare le occasioni per nevicate importanti, mentre le stagioni intermedie sono favorevoli a piogge copiose le quali favoriscono medie annuali al di sopra dei 1000mm. La stagione estiva invece trascorre sotto l'insegna di giornate per lo più afose con temperature abbondantemente sopra i 30° sebbene intervallate da locali precipitazioni temporalesche favorite dalla presenza dei vicini monti Ernici.

Il Liri è un fiume dell'Italia centro-meridionale, che si sviluppa tra l'Abruzzo, il Lazio e la Campania, con un percorso di 120 km dalla sorgente fino alla confluenza col Gari, dove prende il nome di Garigliano. Con questo nome scorre per altri 38 km fino allo sbocco nel mar Tirreno. Per la fusione con questo è conosciuto anche con la denominazione Liri-Garigliano, con la lunghezza complessiva di 158 km. Nella cartografia storica è attestata anche la denominazione Garigliano sin dalla sorgente. Nasce in Abruzzo nei pressi di Cappadocia (AQ) dal Monte Camiciola (m. 1701 s.l.m. - Monti Simbruini) scorrendo copioso di acque nella Valle Roveto, dove riceve tramite un canale artificiale le acque della piana del Fucino, e tocca i centri di Capistrello, Civitella Roveto e Balsorano. Entrato nel Lazio bagna Sora; dopo aver ricevuto da sinistra il fiume Fibreno, incrementando così notevolmente la propria portata, attraversa il comune di Isola del Liri, nel cui centro dà luogo a una spettacolare cascata, sino a giungere nei pressi di Fontana Liri, dove riceve da destra il torrente Amaseno. Con andamento sinuoso giunge poi all'altezza di Ceprano dove riceve da destra il suo affluente più importante, il fiume Sacco; subito dopo una diga sbarra il suo corso formando il lago di San Giovanni Incarico. A valle del lago artificiale, nei pressi di Aquino, riceve da sinistra le acque del fiume Melfa, proveniente dai Monti della Meta, raggiungendo dopo poco la cittadina di Pontecorvo. Superato quest'ultimo centro il fiume riceve da destra il Rio Forma Quesa e da sinistra il Rio le Forme d'Aquino dopodiché attraversa il comune di San Giorgio a Liri. In breve giunge così sulla linea di confine tra Lazio e Campania nei pressi di Sant'Apollinare e nel punto in cui riceve le acque del fiume Gari o Rapido prende il nome di Garigliano. Da qui prosegue per altri 38 km ricevendo da sinistra il fiume Peccia e, presso la foce, il torrente Ausente andando poi a sfociare nel Mar Tirreno nel golfo di Gaeta mantenendo per tutto il percorso i confini naturali tra il Lazio e la Campania. Il bacino complessivo del Liri-Garigliano è di 5.020 km². Il Liri è un fiume dalla portata notevole grazie anche alla permeabilità di gran parte del suo bacino di raccolta. Il suo regime però è irregolare con notevoli piene autunnali e invernali e magre estive. Il fiume è anche soggetto ad un pesante sfruttamento delle sue acque tanto da risentirne notevolmente in alcuni tratti. Il nome è attestato in Plinio il Vecchio (Naturalis Historia, II, 227) e Strabone, nel quale leggiamo che il Liri, nato dalle montagne, dopo Sora raggiunge Fregellae e MinturnoGeografia, V,3): dunque per gli antichi la denominazione Liris è riferita all'intero percorso di quello che oggi chiamiamo Liri-Garigliano. Da Strabone apprendiamo pure che precedentemente si chiamava Clanis. Fin dal Medioevo è documentato anche con il nome Verde, in cui era comunque compreso anche l'attuale Garigliano: cosi è menzionato da Dante a proposito di Manfredi di Sicilia, i cui resti mortali per ordine papale furono dissotterrati a Benevento e traslati fuori dei confini del Regno di Sicilia. La denominazione Garigliano, riferita al tratto che va dalla confluenza col Gari fino alla foce, è di origine tardomedievale. L'etimo è incerto, forse è collegato un tema preromano *liri- che indica acqua melmosa (cfr. lira nel senso di fango di alcuni dialetti abruzzesi-molisani); è stata di recente avanzata l'ipotesi di una derivazione dall'arabo "garil" (palude), con riferimento alla morfologia del tratto finale del suo corso.


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